La Primavera del San Pietro a Majella. Venerdì 28 maggio ore 18,00 quarto appuntamento in streaming

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La rassegna del Conservatorio San Pietro a Majella “Musica in avvicinamento. La primavera del San Pietro a Majella”, dedicata alla musica pianistica di Haydn e Mozart, si terrà in diretta streaming gratuita venerdì 28 maggio alle ore 18:00 e sarà accessibile dai canali ufficiali del Conservatorio:

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Gli allievi della classe di Pianoforte del M° Francesco Pareti, Manuel Pone e Marian Herta Dorinel, suoneranno due fondamentali sonate per pianoforte del periodo classico.

Il pianista Manuel Pone eseguirà la sonata di Joseph Haydn Hob. XVI/52 in Mi bemolle maggiore. Essa è l’ultima sonata scritta dal compositore a Londra nel 1794 per l’eccezionale pianista e compositrice Therese Jansen, alla quale dedicò anche le sonate XVI/50 e 51, ed i trii per pianoforte XV/27-29. La sonata fu successivamente pubblicata da Artaria a Vienna nel 1798 e dedicata a Magdalena von Kurzböck, una delle migliori pianiste presenti nella capitale austriaca. L’utilizzo del termine “Grand Sonata” – come si presenta sulle prime stampe – ben rappresenta la difficoltà tecnica e grandiosità stilistica della composizione. Il primo movimento segue lo stile pianistico londinese dell’ultima decade del ‘700: intensi accordi di apertura, passaggi per terze e scale di carattere virtuosistico che abbracciano quasi tutta l’estensione della tastiera. Il secondo movimento è di particolare interesse per l’inclusione, all’interno del testo, di una complessa ornamentazione e di momenti improvvisativi ben definiti, così da rendere la partitura completa per l’esecutore. Il finale si apre con un “disorientamento tonale”, generato dal contrasto tra il ribattuto di cinque sol naturali del Presto e l’ultimo accordo della cadenza finale dell’Adagio che ha il sol diesis. Il movimento continua con diversi espedienti musicali, come l’isolamento di alcune frasi attraverso l’uso di brevi pause, per meglio sottolineare gli attacchi in forte e dare slancio e potenza al finale.

Il secondo brano in programma vede il pianista Marian Herta Dorinel eseguire la sonata n. 14 in Do minore K 457 di Wolfgang Amadeus Mozart. Completata nell’ottobre del 1784 e pubblicata da Artaria nel 1785 insieme alla Fantasia in Do minore K 475 come Opus 11, essa fu dedicata alla sua allieva e pianista Therese von Trattner. La sonata è caratterizzata dalla giustapposizione di dinamiche contrastanti, dall’uso di accordi per ottave ed altri virtuosismi che si possono apprezzare fin dal primo movimento. Esso si apre con energici accordi per ottava in forte, seguiti da un passaggio in piano e successivamente di nuovo dal forte. Nello sviluppo troviamo il primo ed il secondo tema frammentati fino alla ripresa ed una coda che chiude il movimento in pianissimo. Il secondo movimento è in forma di rondò variato ed ha un carattere fortemente improvvisativo. Il manoscritto dell’Adagio vede la presenza, in diversi punti, della dicitura “Da capo 7 täckt”, ossia da capo 7 battute, al posto della ripetizione del tema. Inoltre, all’interno dell’autografo, si trovano un paio di fogli staccati con differenti versioni di questi abbellimenti alla prima ed alla seconda ripresa del tema e la presenza di una coda e di ulteriori segni di dinamica che arricchiscono l’esecuzione e formano la base della versione data alle stampe nel 1785. Il terzo movimento della sonata, Allegro assai, è anch’esso caratterizzato da forti contrasti dinamici. Il primo tema può essere diviso in una prima parte in piano e con un ritmo sincopato, al quale si contrappone una seconda parte, in forte, con diversi accordi in ottava e delle fermate che momentaneamente interrompono l’energia del discorso. Il secondo tema, invece, richiama molto la cantabilità del secondo tema del primo movimento e termina con una serie di accordi e modulazioni fino alla ricapitolazione e coda conclusiva che, apparentemente sembra riecheggiare le atmosfere del finale del primo movimento, ma chiude con una cadenza perfetta in forte.

Guglielmo Esposito

Conservatorio di Musica San Pietro a Majella